Da Torino(o Milano) al Po’, attraversando i paesaggi vitivinicoli del Piemonte.

E’ un itinerario fantastico (190 km), con paesaggi completamente differenti ma anche molto vicini, si potrebbe percorrere in un giorno solo, con sosta per il pranzo in agriturismo,  due visite con degustazione di vino e prodotti locali( Barolo e Monferrato) e rientrare in serata a Torino. Noi vi proponiamo un itinerario slow di 2/3 giorni, tornando a dormire a Torino oppure con pernottamento al centro della regione così da poter assaporare completamente il sapore e i colori di queste terre uniche al mondo.

Langhe, al Roero e al Monferrato e il pensiero corre lungo dolci colline ricoperte di vigneti che regalano toni di colore differenti ad ogni momento dell’anno e del giorno. Piccoli paesi circondati dai campi, chiesette e castelli medievali, profumi di vino, tartufi e castagne… Una sensazione di tranquillità mista a bellezza: perché il territorio compreso tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo è davvero un microcosmo di ambienti diversi dove uomo e natura da secoli vanno a braccetto ed è per questa armonia che la regione formata da 29 paesi e sei paesaggi vitivinicoli ha meritato il riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco nel 2014.

Partendo da Torino dividiamo le nostre escursioni in base ai paesaggi vitivinicoli iniziando dalla Langa del Barolo e da uno dei  centri più importanti del Roero e della cultura enogastronomica del Piemonte  Bra. La città è famosissima per il formaggio, ogni 2 anni diventa la capitale del formaggio con Cheese, una manifestazione che vede la partecipazione di circa 300 espositori provenienti da 23 paesi diversi, che invadono il centro storico, ricco di testimonianze del barocco piemontese, con colori e sapori.

Proprio di Bra è il fondatore di Slow Food, un’associazione nata nel 1983, ormai diventata un movimento conosciuto in tutto il mondo con più di 100.000 associati, difende il cibo locale, promuovendo il rispetto verso i produttori e l’ambiente. Dopo una bella passeggiata per il centro e  un assaggio di formaggi ci trasferiamo nelle vicina Pollenzo per visitare il Borgo e il Castello di Pollenzo, sede dell’Università delle Scienze Gastronomiche.

Nata dalla collaborazione fra Slow Food e le regioni Emilia Romagna e Piemonte, l’università, circondata dalle vette più alte delle alpi, è oggi il punto di riferimento della salvaguardia e dello sviluppo e della diversificazione delle produzioni locali.

Nel pomeriggio, dopo un pranzo in agriturismo,  percorreremo ancora le splendide colline  del Barolo e i suoi borghi incantati fino a “Barolo”, e al suo castello, dove potremo assaporare il più prezioso e famoso dei prodotti di questa regione.  

Qui potremmo terminare la prima giornata di visita, tornando a Torino ( un’ora) oppure  pernottando in uno degli splendidi agriturismi della zona e cosi assaporare una cena tipica al “Barolo” e ai formaggi delle Langhe.

Dopo un a buona e lenta colazione riprendiamo il nostro percorso alla scoperta delle bellezze del Piemonte da Alba, una città che deve la sua fama al Tartufo di cui ne è la capitale.  Il centro storico di Alba, nelle Langhe, è di impianto medievale e di forma circolare, è bello passeggiare tra le pittoresche torri e case-forti e poi imbattersi nelle grandi chiese, il Duomo e soprattutto San Domenico, uno dei più bei monumenti romanico-gotici del Nord Italia. Dopo di che non si può non provare il tartufo bianco, per cui Alba diventa ogni anno il centro mondiale del commercio di questo tubero che può arrivare a cifre impronunciabili, definito dai romani il cibo degli dei. Ma normalmente un pranzo a base di tartufo in queste zone ha cifre ragionevoli e sarebbe bene approfittarne. Proseguendo lungo le rive del Fiume Tanaro attraversiamo le colline  del Barbaresco dove si producono Barbaresco, Barbera, Dolcetto e Nebbiolo, 4 splendidi vini e un borgo medioevale, Barbaresco appunto, un piccolissimo paese di 600 abitanti ma dalle tradizioni gastronomiche meravigliose. Dalla sua torre lo sguardo spazia su tutte le colline del Barbaresco dal Tanaro, ad Asti, alla maestosa collana di montagne che fanno da contorno. Tra le strade del piccolo borgo tutto sembra essersi fermato a quel periodo storico, dove piccole piazze, la chiesa e gli angoli raccontano di storie e di botteghe perse nel tempo e rievocano scene e atmosfere di un periodo lontano caratterizzato da importanti scamb commerciali, grazie ai prodotti agricoli e alle viticolture che hanno sempre contraddistinto questa zona.

Entrare nei vicoli e perdersi nella storia, ci dà modo di immergerci in luoghi fiabeschi in cui cullarci, senza l’assillo del tempo che scorre. In perfetto relax e in un contesto atemporale, possiamo addentrarci nel caratteristico borgo passeggiando senza mèta e sbirciando tra le case verso l’incantevole paesaggio delle Langhe, la cui vista è favorita dall’ubicazione del posto, che si trova su un’altura in mezzo alle colline. Questa seconda emozionante giornata la chiudiamo a Grinzane Cavour, nel poderoso castello che ospita l’Enoteca Regionale del Piemonte, assaporando i suoi migliori vini.

Di nuovo rientro a Torino( un’ora) oppure nello stesso agriturismo o hotel della notte precedente.

Terza giornata dedicata al Monferrato, ai suoi meravigliosi infernot  e alla regione dell’Asti.

Prima tappa della giornata  a Canelli, cittadina piemontese capitale dei vini spumanti, (non a caso è chiamata anche “città del vino”) e sede delle Cattedrali Sotterranee. Queste sono le antiche cantine delle aziende storiche di Canelli. Il suolo sottostante la città è il perfetto habitat per la lavorazione e l’affinamento dei vini: il tufo calcareo, infatti, è un ottimo isolante termico, capace di mantenere una temperatura costante tra i 12 e i 14 gradi. Come vere e proprie navate sotterranee, le cattedrali di Canelli sono ricoperte di mattoni a vista, articolate in lunghi tunnel o stanzoni con volte e pilastri, ad una profondità che può raggiungere i 30 metri per un’estensione totale che supera i 18 chilometri. Si cominciò a costruirle nel XVI secolo e fino al XIX si continuò ad espanderle, questo processo avveniva a colpi di piccone e scalpello man mano che l’azienda assumeva dimensioni più grandi. storiche cantine scavate nel sottosuolo, diventate patrimonio mondiale dell’umanità.

Proseguiamo verso nord e dopo pochi chilometri entriamo a Nizza Monferrato, una città delle eccellenze enogastronomiche, ci sono molti prodotti sia legati al cibo che al bere di ottima qualità tanto da godere primati e fama tanto in Italia quanto all’estero. Non mancherà  la possibilità di poter degustare questi prodotti in numerose osterie, ristoranti e locali della città soprattutto concentrati nel meraviglioso centro storico. Ogni terza domenica del mese è presente il mercatino dei prodotti agricoli e locali, una vera e propria esplosione di odori e sapori nei quali oltre ad acquistare i prodotti si possono mangiare accompagnati dal buon vino.

Ultima tappa della nostra giornata è la terra degli infernot, piccole camere sotterranee, scavata a mano nella Pietra da Cantoni, una arenaria tipica del Monferrato Casalese, che si è originata dai sedimenti marini di quando, milioni di anni fa, il territorio era ricoperto dal mare. Caratteristica peculiare degli Infernot è l’assenza di luce e aerazione naturale, che consentono a questi ambienti di mantenere una temperatura ed una umidità costanti nel corso dell’anno. Sono pertanto ambienti ottimali per la conservazione del vino imbottigliato ed erano utilizzati per conservare anche altri alimenti. La maggior parte degli Infernot ha avuto origine nel XIX secolo e rappresenta una prosecuzione della cantina.

Ogni Infernot rappresenta un’opera unica, un manufatto che rappresenta il patrimonio materiale e immateriale del Monferrato Casalese.

Otto bellissimi centri urbani e poco più di cento case vinicole, visiteremo le più artistiche e le più “buone”. Assaporando vini e prodotti di questo territorio magico che è il Monferrato.  

Termina il nostro viaggio fra le colline, vigneti, castelli, scenari da favola, sapori antichi, sapori preziosi e una atmosfera d’altri tempi. Termina dove avevamo iniziato, sulle rive del Po’, il grande fiume italiano che racconta storie, e potete starne certi, saranno molte le storie da raccontare cammin facendo!

Rientro a Torino o proseguimento per altra destinazione

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