Da Trieste a Santa Maria di Leuca, emozioni adriatiche.

1.300 km di un litorale spettacolare, un susseguirsi di Borghi, spiagge, Castelli, colline e luoghi magici.

Luogo di partenza : Trieste

La posizione geografica, verso i Balcani, al confine con l’Austria fanno di Trieste una città particolare, dallo spiccato carattere mittleuropeo, per secoli, luogo di frontiera il cui segno si rivela in eleganti capolavori, storici, artistici e architettonici.

–Iniziamo la visita di questa città senza code dalla magnifica Piazza Unità d’Italia, da cui si ha una vista magnifica sul molo (Audace) e su tutto il golfo. Bellissima di giorno, ancora di più di notte con i suoi palazzi in stile neoclassico e viennese, il palazzo del Governo, ex palazzo della Luogotenenza austriaca e ora sede della Prefettura, il Palazzo Stratti col suo storico caffè degli Specchi, il Municipio cittadino sovrastato dalla torre campanaria e con la fontana dei Continenti dirimpetto; il bianchissimo palazzo del Lloyd Triestino, ex palazzo Pitteri, oggi sede della Regione. Vicino c’è  Piazza Verdi, con il Teatro Verdi, gli interni in stile La Fenice di Venezia, gli esterni simili alla Scala di Milano, e percorrendo la Galleria Tergesteo tra caffe e eleganti negozi usciamo in Piazza della Borsa, l’antica Piazza della Dogana perché un tempo le merci passavano tutte da quella che oggi è la Galleria Tergesteo.

Seguendo il litorale, subito dopo il Molo audace ci troveremo all’ingresso dell’Imperdibile il Canal Grande di Trieste. Un canale navigabile molto bello, con molti bei palazzi come il Carciotti, il Museo Schmidl, lo storico Caffe Stella Polarela statua di James Joyce, a lungo ospite della città, l’affascinante Ponte rosso  e infine il Tempio Serbo-Ortodosso di San Spiridione.

Ma Trieste non è solo monumenti, chiese, musei e palazzi. Molto visitati dai turisti sono i suoi caffè storici, come quelli di via san Nicolò, simboli della passione tutta triestina per il caffè e per questo luoghi d’incontro e di fermenti letterari, dove scrittori e poeti del calibro di James Joyce, Italo Svevo,  Umberto Saba, politici e uomini d’affari, si riunivano per letture e dibattiti. Una città viva oggi come ieri, da vivere di giorno e di notte.


Nonostante la città sia di dimensioni Imperiali, Vi è ancora un piccolo nucleo storico risalente all’epoca romana che vale la pena visitare. Piccole stradine che dal mare arrivano su fino al castello di San Giusto   passando a lato di Piazza Unità d’Italia. Un quartiere molto frequentato dai triestini con molti centri commerciali. Salendo sui vicoli pedonali ci si imbatte spesso nei segni della trieste romana, una passeggiata che ci ricorda come tutte le città italiane hanno comunque un’anima che si lega al periodo dell’Impero Romano.

Una nota a parte per il Castello di Miramare, situato a pochi km dal centro, facilmente raggiungibile in bus o auto. Il bianco splendente risalta ancor di più sul blu del mare e sul verde dell’enorme parco alle sue spalle. E’ la classica cartolina di Trieste e anche della Regione Friuli Venezia, Giulia, nonche uno dei siti più frequentati d’Italia. Fatto costruire da Massimiliano d’Asburgo, si affaccia sul mare e dalle finestre delle  22 stanze riccamente decorate con arredi in stile asburgico si può godere del panorama spettacolare della Riserva Marina e di parte del Parco. Nei 22 ettari del parco si trovano giardini con una enorme varietà di specie botaniche, laghetti affacciati sul mare, e innumerevoli angoli nascosti ma di rara bellezza.

In Viaggio da Trieste a Venezia

La costa che va da Trieste a Venezia è una grande pianura solcata da fiumi dai letti immensi, larghi chilometri che nello sfociare sull’alto Adriatico formano immense lagune, alcune  di una bellezza mozzafiato e fiordi lunghissimi e appassionanti, luoghi incantati, respiro di un tempo senza orologi  e spiagge che sono il paradiso di tutti i turisti. La prima laguna che incontriamo è la Laguna di Marano—link Grand tour delle alpi

Seguendo il litorale incontriamo altre due bellissime lagune, quella di Bibione e subito dopo la Laguna di Caorle, con in canale navigabile Nicesolo, un paradiso per gli amanti delle gite in barca e per le lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta.

Spiagge di sabbia bianchissima e lunghissime si susseguono nella grande valle tra i  fiumi tagliamento e Piave. Ancora pochi km è il volo incessante degli aerei sull’aeroporto Marco Polo ci avvisa che stiamo per entrare nella laguna più famosa al mondo, Venezia.

Venezia

Vedere grand tour d’Italia  + escursione a Padova

Venezia – Ferrara –Bologna Vedere grand tour d’Italia

Bologna vedi grand tour italia

In viaggio: Venezia – Ferrara – Ravenna 

Usciamo dalla Laguna dandole un ultimo sguardo mentre si allontana e già sappiamo che ritorneremo. Seguiamo la Riviera del Brenta, l’antica via d’acqua che univa Venezia a Padova e al resto del nord Italia, una via sinuosa e affascinante, punteggiata dalle ville dei migliori architetti del rinascimento a partire dal Palladio, ville immerse in una campagna che ha il sapore delle cose antiche, una via che attraversa Borghi sempre uguali a se stessi e sempre vivi, vivaci nel ritmo che segue quello del fiume, calmo e però sempre in movimento verso una meta che non arriva mai.

Arrivati a Padova prendiamo verso sud, lasciamo alle spalle i dolci profili dei Colli Euganei per Rovigo e la sua piatta campagna sotto il livello del mare, le case piene di piccole finestre e i muri colorati con tinte vivaci per risaltare nelle fitte nebbie invernali della zona.

Arriviamo a Ferrara in tempo per un aperitivo in Piazza Castello e il pranzo, per essere pronti subito dopo per una passeggiata(guidata, ricordatevi che le guide vi fanno risparmiare tempo, vi raccontano storie, vi incantano e senza incanto cos’è una visita?). Ferrara è una città speciale, la prima al Mondo ad avere un Piano Urbanistico Generale, la città degli Este, una famiglia amante

Una Giornata a San Marino e al Castello di GradaraUna Giornata a RavennaUna giornata a Comacchio–  CesenaticoUna regione un piatto

Ravenna — Castello di Gradara —- Ancona

Continuiamo il nostro itinerario verso il sud visitando il bellissimo borgo di Gradara chiuso fra le possenti mura del più bel castello italiano il castello del dramma amoroso di Paolo e Francesca cantato da Dante nella Divina Commedia. A cavallo tra Marche e Romagna, il Castello di Gradara( visitabile) sorge su una collina da cui domina il mare Adriatico da una parte ele vallate dall’altra e per questo fu teatro di scontri lungo tutto il medioevo ed oltre. Un castello e un borgo incantati che incantano. La strada scorre facile lungo l’Adriatico che all’improvviso si staglia sulle dolci colline marchigiane, fra uliveti,  vigneti,  piccoli borghi e il promontorio del Conero, un parco naturale, un luogo incantevole che si apre ai sensi con spiagge di acqua cristallina, panorami mozzafiato, percorsi in mezzo alla natura e una gastronomia semplice e saporita.

Ancona

Citta di mare, città di Porto, città di collegamento fra questa parte dell’Italia e l’altro lato dell’Adriatico, la Croazia, il Montenegro e la Grecia, città multiculturale da sempre, una città dove possiamo gustare l’alba e il tramonto e già questo non è poco, una città aperta, una città che da un senso di libertà di grandezza, di infinito come i suoi panorami, come le navi che salpano verso “altrove” e forse per questo Federico Fellini la citò nel  film “E la nave va”.

Ma Ancona è soprattutto la città sdraiata sul Conero, una meraviglia naturale dai contorni indefiniti, confini che si perdono tra mare e colline, colori che si confondono e si perdono nel lungo e frastagliato litorale nel quale spiccano per bellezza Numana e Sirolo, due piccole perle al centro di un Parco spettacolare.

—-Un giorno sulle colline di Jesi

Salire sulle colline attorno ad Ancona è come fare un respiro profondo, belle, verdi, dolci, punteggiate di vigneti, Castelli  e uliveti, l’orizzonte che si perde oltre le alte montagne dell’appennino, salire e trovarsi a Jesi, una bella città, importante fin dai tempi dei romani per la sua posizione strategica, diventata ancora più importante per essere il luogo natale di Federico II di Svevia, Imperatore “colto” del Sacro Romano Impero e di tante altre cose. Ma noi siamo interessati anche ai dintorni di Jesi, dove si produce il più famoso vino delle Marche, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, caratteristica peculiare dei vitigni di Verdicchio è che la loro coltivazione è possibile solo nel territorio dei Castelli di Jesi. Solo qui, infatti, la particolare natura del terreno, le favorevoli condizioni climatiche e, soprattutto, la costante ventilazione che impedisce il formarsi di umidità sui grappoli, rende possibile l’ottimale sviluppo dell’uva.

Il Verdicchio è un vino dai grandi profumi e sensazioni. Strutturato, corposo, elegante si presenta di un giallo paglierino con evidenti riflessi verdolini, da cui il nome Verdicchio, che ne evidenziano fragranza, vivacità ed una notevole freschezza. Inizia con decisi profumi di fiori di biancospino e fiori di campo per passare poi ad un fruttato fresco di pesca, mela e lievi ricordi di agrumi. Inconfondibile finale caratterizzato dal retrogusto di mandorla amara. Passeremo la giornata fra Castelli, mirabili quelli di Corinaldo e Rocca Priora, case vinicole, agriturismi e paesaggi spettacolari, una giornata indimenticabile.

— Una giornata a Loreto

Seconda giornata di visita che ci porta a  Loreto e al suo Santuario Mariano, uno dei più importanti al mondo, con la sua Madonna Nera e la casa di Nazareth custodita all’interno. La Basilica è stata nel corso degli anni anche una fortezza ed è possibile visitare i camminamenti di ronda, da quali si gode  un panorama spettacolare sulle colline circostanti fino al mare, lontano pochi km.  Il borgo antico forma una vera e propria cittadella fortificata a protezione dei pirati che mai giunsero a violarne le mura. Mura e bastioni fanno da cornice alla cittadella, mentre la cinquecentesca Porta Romana consente l’accesso al borgo antico dal lato nord di Piazza Leopardi.

Corso Boccalini, con i suoi negozi di oggetti sacri, caffè e botteghe alimentari, porta al Santuario fino alla scenografica piazza della Madonna sulla quale si affacciano, oltre alla cinquecentesca facciata della basilica della Santa Casa, caratterizzata da due orologi laterali e splendide porte in bronzo, il Palazzo Apostolico ed il Palazzo Illirico, antica sede del collegio destinato ai giovani studenti slavi e albanesi.

Sovrastano la basilica il settecentesco campanile disegnato da Luigi Vanvitelli, che sostituì una precedente torre campanaria, e la cinquecentesca cupola ottagonale. L’interno a tre navate, lungo novantacinque e largo sessantacinque metri, presenta al centro l’arca centrale marmorea che, progettata da Donato Bramante nel 1509, circonda su quattro lati la Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l’Annunciazione, e che custodisce, all’interno, la statua della Madonna Nera col Bambino. Splendido il rivestimento marmoreo frutto del lavoro di Andrea Sansovino, Raniero Nerucci e Antonio da Sangallo. Un’ultima passeggiata fra i vicoli prima di una bella cena rigorosamente a base di pesce, vista la vicinanza del mare, con il classico brodetto, la zuppa di pesce dell’Adriatico da accompagnare con il Verdicchio dei Castelli di Jesi, l’ottimo vino bianco regionale.

Per chi volesse proseguire la visita a luoghi di culto, Assisi dista appena 130 km.

Ancona – Vieste  

Lasciamo il Conero e ci approssimiamo al Gargano, altro parco naturale di straordinaria bellezza, all’inizio della Regione Puglia. Percorriamo la adriatica, una strada che costeggia il mare e attraversa luoghi di villeggiatura seguendo il profilo delle più alte vette degli appennini, la Maiella e il Gran Sasso d’Italia, mare e montagne, un connubio che regala scorci di rara bellezza, borghi medioevali, spiagge lunghissime di sabbia bianca, un territorio generoso per i buongustai e una infinita offerta di escursioni, gastronomiche, storiche e culturali o di puro relax.

Vieste e il Gargano

Il tallone d’Italia non è un tallone d’Achille, tutt’altro, è una delle bellezze più intense del Bel Paese, uno spicchio incontaminato di rocce a picco sul mare, spiagge paradisiache e piccoli borghi bagnati dal sole e dal mare. Innumerevoli le escursioni che si possono fare sul Gargano, l’unica area ondulata della Puglia, una regione quasi completamente pianeggiante.

—Tutto il centro di questa penisola è occupato dalla Foresta Umbra, um luogo fatato che sembra uscito direttamente da una favola, alberi altissimi che scherzano con i  raggi del sole, stradine perdute, piccole oasi dove ossrvare molte specie di animali in libertà e cammini molto ben segnalati  per le passeggiate.

–Vieste è il paese più ad Est del promontorio, le sue case bianche gettano un riflesso magico sul mare l borgo antico, di origine medioevale ha mantenuto quasi intatti i caratteri originari, con le sue caratteristiche viuzze irregolari, le piazzette/belvedere (aperte alla vista del mare) e le  case a schiera segnate nel prospetto da piccoli ballatoi/balconcocini (mignali) e unite in corrispondenza delle stradine da piccole e caratteristiche arcate.
All’interno delle antiche mura cittadine il tessuto architettonico diventa fittissimo e segnato da un dedalo di viuzze in parte gradinate. I palazzi, le chiese ed i tipi edilizi residenziali minuti appaiono compatti e massicci, quasi a sembrare un’unica costruzione continua nel tempo e nello spazio.

Anche Rodi e Peschici si trovano arroccati su rocce a strapiombo sul mare, i centri storici medioevali presentano la tipica struttura garganica, con tracciati intricati, ripide scalinate, vicoli strettissimi e terrazze sul mare.

—Una giornata a:

— Due luoghi di culto, fra i più importanti d’Italia si trovano al centro del Gargano in cima alle colline, San Giovanni Rotondo meta di pellegrini che accorgono da tutto il mondo per portare omaggio alle spoglie di San Pio da Pietralcina, fu fondata nel 1095 sulle rovine di un preesistente villaggio del IV secolo a.C.; di questo borgo restano dei segni visibili, come alcune tombe ed un battistero circolare (l’epiteto “Rotondo” deriva proprio da questo) che anticamente era destinato al culto di Giano, Dio bifronte, e in seguito fu consacrato a San Giovanni Battista. Anche se il centro storico è ricco di chiese e tradizioni, l’attenzione di gran parte dei fedeli si concentra sui luoghi legati al culto di Padre Pio, ovvero al complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie (formato dal convento dei cappuccini, da una chiesa antica ed una chiesa nuova entrambe dedicate a Santa Maria delle Grazie), l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza e il nuovo santuario di San Pio. Il nuovo santuario, progettato in stile contemporaneo, con i suoi 6000 m² (in grado di contenere 7000 persone considerando un ampio margine di sicurezza) è una delle chiese più grandi in Italia per dimensioni. E’ decorato da splendidi mosaici e ospita anche un enorme organo con 5.814 canne.

Monte Sant’Angelo e il Santuario “grotta” di San Michele Arcangelo.

Monte Sant’Angelo è un borgo situato nella parte sud del Gargano, a circa 800 metri di quota, noto soprattutto per il Santuario di San Michele Arcangelo, patrimonio Unesco. Il  santuario si inserisce in un bellissimo  quartiere medioevale il rione Junno, con i vicoli strettissimi e le casette a schiera e per essere uno dei borghi che hanno custodito meglio la cultura tipica garganica.
Il Santuario di Monte Sant’Angelo è un luogo di culto antichissimo. Nei Secoli sono tantissimi i pellegrini che si sono recati in visita, tra questi numerosi Papi e sovrani. Patrimonio Mondiale dell’Umanità – UNESCO con il circuito seriale Longobardi in Italia: i luoghi del potere 568 – 774 A.D. Il 5 gennaio 2014 la National Geographic Society (una delle più grandi istituzioni scientifiche ed educative non profit al mondo), ha riconosciuto la Grotta di San Michele Arcangelo come una delle grotte più belle del mondo.

— Le Tremiti

Una leggenda vuole che siano nate da tre sassolini, gettati in acqua dal re greco Diomede di ritorno dalla guerra di Troia, leggenda da cui le isole prendono anche il nome di Diomedee. Che sia vero o no, l’aura mitologica contribuisce a rendere ancor più affascinante questo luogo. Delle cinque isole, solo due sono abitate: San Nicola e San Domino, dove risiedono circa 300 persone. Popolatissimi, invece, i fondali, in cui si trova di tutto: dalle cernie alle murene, dai polpi alle triglie giganti, dalle orate alle ricciole, fino a colonie di gorgonie rosse e gialle. Le isole sono parte del Parco Nazionale del Gargano e dal 1989 sono anche Riserva marina protetta.

Nelle acque delle Tremiti si trova inoltre il Padre Pio degli Abissi, la statua sottomarina più imponente del mondo. È stata realizzata dallo scultore foggiano Domenico Norcia e calata in acqua il 3 ottobre 1998. L’opera è un motivo di orgoglio per gli abitanti. Di produzione locale c’è l’olio extravergine d’oliva e i capperi (coltivati soprattutto sull’isola Capraia). In loco abbondano anche pane e pasta, rigorosamente fatti in casa, il pane viene utilizzato anche per guarnire i piatti di pesce (ad esempio serve per il ripieno del cefalo alla brace, condito con aglio, prezzemolo e aceto).

Tra i dolci, bisogna assaggiare le nevole (strisce di pasta fritte e cosparse di vincotto) e i cauciuni (ravioli ripieni di purè di ceci, cannella e cioccolato).

Le Tremiti, cosi scarsamente abitate che di notte si può osservare un meraviglioso cielo stellato come si può osservare solo nel Sahara e già questo dice tutto sulla bellezza di queste isole.

Vieste – Bari

Lasciamo Vieste, non senza fatica per raggiungere Bari, il capoluogo della Regione. Prima tappa e secondo caffe a Trani, splendida città costiera, città d’arte famosissima per i tesori artistici e architettonici che rievocano un glorioso passato. Durante la visita si possono ammirare la Cattedrale, esempio di architettura romanica dell’antica Puglia, il Castello voluto da Federico II, a difesa del porto. Seconda tappa subito dopo il pranzo in deviando sulla strada dell’ Olio Extra Vergine di Oliva, con sosta in oleificio per una degustazione e per il pranzo per poi proseguire  visitando l’imponente Castelo Del Monte ad Andria e patrimonio dell’UNESCO. Un magico ottagono di pietra compare all’orizzonte, così bello da sembrare irreale. Castel del Monte è patrimonio dell’umanità Unesco: il misterioso maniero voluto da Federico II che domina le campagne di Andria e che ha ispirato il film Il Nome della Rosa.

Una giornata a Bari

Dopo aver lasciato i bagagli in hotel e pranzato, visitiamo la vecchia città marittima, con una forte tradizione mercantile, è sempre stato il centro nervoso del commercio e nei contatti politici e culturali con l’Europa orientale e il Medio Oriente. La città è la più universalmente conosciuta per essere il luogo in cui si trovano le reliquie di São Nicolau. Questo privilegio ha reso Bari e la sua Basilica un luogo di culto per la Chiesa Ortodossa d’Occidente. La visita guidata prevede la visita ai simboli della città, la Cattedrale di San Nicola e il Castello di Federico II. Guardate il mare e i pescherecci, le chiese e i palazzi eleganti di Bari. Il capoluogo della Puglia ha mille volti da scoprire. Facciamo  una lenta passeggiata nei vicoli del centro storico, ammirando i colori delle botteghe artigiane, a guidarvi è il profumo di pasta fatta in casa, o meglio nelle vie,  e pane appena sfornato.
Echi d’Oriente e Occidente rendono unica l’atmosfera dei borghi della costa barese, custodi di antiche tradizioni religiose

Bari  — Alberobello 60 km

E’ molto vicina a Bari, ma vi portiamo ad Alberobello, nella valle dell’Itria perché una notte e un giorno qui hanno un sapore differente. Arriviamo quindi ad Alberobello, che ci appare d’improvviso come uan visione di altri tempi con le sue cupole che sormontano le bianche mura decorate, case rotonde realizzate con cerchi di pietra sovrastati da un tetto a cupola autoportante, spesso impreziosito da pinnacoli decorativi, la cui forma si ispira a simboli, mistici e religiosi. Visiteremo il Rione Monti, con la sua chiesa, ristorante, negozi, case, tutti gli edifici con fiori alle finestre.

Alberobello – Lecce

Una giornata fra i trulli dell’Itria.

Trulli circondati da vigneti e uliveti a perdita d’occhio, è questo il volto della Valle d’Itria. Il paesaggio riempie lo sguardo di una magia senza tempo, fra  borghi affascinanti come LocorotondoMartina Franca e Cisternino.
Ostuni appare come un miraggio bianco, splendida sulla collina nell’altopiano ricoperto di ulivi, dove il verde si tuffa nel blu del Mare Adriatico. Una magia bianca e azzurra tra  i vicoli stretti,  le belle corti e le piazze incorniciate da case, botteghe artigiane e i ristoranti che esaltano la ricca cucina della Regione, un luogo  dove la  vita score serena immersi in profumi e sapori d’altri tempi. Nella splendida piana di Fasano masserie storiche immerse negli uliveti, dove assaporare il benessere assoluto, antiche dimore che hanno una storia da raccontare, nascosta nei giardini di erbe aromatiche, e le terrazze regalano panorami mozzafiato. Nella Valle dell’Itria ci si lascia trasportare dai sensi, alla scoperta di luoghi e paesaggi molto diversi, uliveti secolari e pascoli, dune fossili e, infine, spiagge incantevoli dove  nuotate nella natura incontaminata della grande area marina protetta delle Dune Costiere o di Torre Guaceto. Finiamo la giornata a Lecce, la capitale del Salento.

Lecce

Una giornata a Lecce

Dopo una buona colazione, qui nel salento sempre ottima e abbondante, iniziamo la visita di Lecce, conosciuta come la “Firenze del Sud” per la ricchezza culturale e storica che la caratterizza. Ad accogliere i visitatori appena giunti in città c’è Porta Napoli, il primo posto da visitare a Lecce. Fu eretta nel Cinquecento per onorare l’imperatore Carlo V, ma sul suo tracciato sono stati rinvenuti i resti di mura ancora più antiche, risalenti all’epoca dei messapi, prima ancora dell’arrivo dei romani. E poi, superando Porta Napoli si entra nella parte più antica del centro: la Città Vecchia. Qui vie e palazzi formano angoli suggestivi dove è piacevole passeggiare, perdendosi tra le case di pietra e le botteghe artigiane. Piazza Sant’Oronzo con l’adiacente anfiteatro è il centro nevralgico della vita cittadina del capoluogo salentino. In qualsiasi ora del giorno troverai tantissimi cittadini chiacchierare in questa piazza, magari sorseggiando un caffè e gustando il tipico pasticciotto leccese. A pochi passi da piazza Sant’Oronzo il castello di Carlo V è uno degli edifici storici più importanti di Lecce, la maestosa fortezza dell’imperatore oggi è sede di importanti mostre, spettacoli teatrali ed eventi culturali. Insieme al vicino convento dei Celestini (oggi sede della Provincia) è l’esempio più eclatante della magnificenza del Barocco leccese. Da Piazza S. Oronzo percorrendo via dei Templari, in quella che un tempo era la Giudecca, si arriva alla Basilica di Santa Croce che sorge proprio su un terreno espropriato ad alcune famiglie ebraiche, mal viste per la loro posizione sociale privilegiata. La facciata di S. Croce vi apparirà tutt’a un tratto, lasciandovi senza fiato. La realizzarono tra il ‘500 e il ‘600 i più grandi architetti salentini, con l’aiuto di abilissimi maestri scalpellini e intagliatori. La parte inferiore è in stile rinascimentale, quella superiore, dominata dal bellissimo rosone, è di ispirazione romanica. Nel rosone, tra giochi di luce e ghirigori in pietra, potrete giocare a scovare 5 visi nascosti che non tutti riescono a scorgere.

Infine sempre a pochi passi da Piazza Auronzo, Piazza Duomo una delle piazze  più belle d’Italia, con la Basilica di Santa Maria, il bellissimo Palazzo Episcopale e il Seminario.

Una giornata nel Salento

Nel Salento il sole vi bacia tutto l’anno. Il fascino dell’arte, l’ottima cucina mediterranea e l’ospitalità sincera vi accolgono in un paesaggio da sogno, dalla costa adriatica  allo Ionio. Qui il Medioevo si colora d’Oriente e antiche filastrocche in “griko” risuonano nella Grecìa Salentina, come a Melpignano, dove antichi ritmi diventano musica contemporanea nellaNotte della Taranta.
Siete nella penisola verde tra due mari, terra magica in cui misteriosi dolmen e menhir indicano il cammino, nascosti tra gli ulivi e i muretti a secco nelle campagne tra Giurdignano e Minervino di Lecce, dove sorgono antiche masserie oggi trasformate in affascinanti strutture ricettive. Nei borghi si svelano le botteghe artigiane di cartapesta e pietra leccese e sulla tavola stanno tutti i sapori del Salento, da accompagnare con ottimo vino locale: la “tria”, pasta fatta in casa preparata con i ceci, saporite verdure selvatiche e dolci prelibati come il “pasticciotto” dal cuore di crema e lo “spumone”, ottimo gelato artigianale.

Iniziamo la nostra giornata  da  Otranto, una dei Borghi più belle della Puglia, la città più orientale d’Italia, di origine greca, fu romana, poi bizantina e poi aragonese, il suo profilo è dominato dall’imponente Castello e dalla bellissima Cattedrale con pavimenti a mosaico. La zona dei Bastioni è molto bella, torri di difesa costruite nel XVI secolo da Carlo V per difendere il territorio dagli attacchi saraceni. Continueremo il tour passando per Castro Marina, l’antico Castrum Minervae, il porto dove Enea arrivò in fuga da Troia, Specchia, un altro dei borghi più  antichi e più belli d’Italia, e poi Santa Maria di Leuca, la più meridionale delle terre salentine, “Finibus Terrae” per i romani, Leukos per i greci( bianco),  Santa Maria invece trae origine secondo la tradizione dallo sbarco di S. Pietro dalla Palestina: da numerose testimonianze è emerso che proprio qui abbia incominciato il suo processo di evangelizzazione, dedicando  alla Vergine la citta. Passati doppiato il capo  dove l’Adriatico incontra lo Ionio, arriviamo a Gallipoli la Perla di questo mare, per le sue spiagge di sabbia bianca e l’architettura barocco e rinascimentale, tra vicoli e torri che collegano la città vecchia con il moderno attraverso ponti in legno.

Durante il tour avremo  il tempo di pranzare in splendidi agriturismi e  assaggiare i  prodotti tipici regionali , Olio Extra Vergine di Oliva, pasta fatta in casa, mento fresco, pomodori, pane di mais, vini e dolci.

Lecce —Massafra — Matera

Lasciamo il Salento e torniamo verso nord passando per Massafra al centro del Parco Regionale delle Gravine, ovvero dei profondi strapiombi che si aprono in questo terreno calcareo.

Una giornata a Matera—una giornata a Altamura

Matera – Napoli(Roma)

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